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Venezuela: Arresti nella comunità italo-venezuelana di Caracas

Stupore ed incredulità sono la risposta alla notizia di vari arresti di membri conosciuti della comunità italo-venezuelana di Caracas.

I magistrati inquirenti del tribunale della capitale venezuelana hanno infatti comunicato lo smantellamento di una banda (tutti i componenti sono di origine italiana) dedita all’estorsione e alla diffusione ed incitamento all’odio nei confronti di vari connazionali.

Attualmente si trovano agli arresti Antonio Calvino e Giovanni Mattia che, secondo le accuse della magistratura inquirente, facendosi passare rispettivamente per Presidente e vice Presidente del COMITES si dedicavano alla suddetta attività attraverso i mezzi messi a disposizione delle reti sociali.

Un terzo arresto non effettuato per irreperibilità dell’imputato riguarda un nostro corregionale già membro del CGIE Comitato Generale Italiani all’Estero) e più volte candidato alle elezione politiche italiane come rappresentante della comunità italiana residente all’estero Nello Collevecchio che secondo le accuse della magistratura inquirente esercitava la sua attività delittuosa, facendosi passare come Console Generale d’Italia, anche dalla farmacia di sua proprietà ubicata a Caracas.

La rete dei presunti estersori si faceva chiamare “Italovenezolani Uniti”, la tecnica utilizzata era quella di accattivarsi la fiducia delle vittime per poi passare all’obbligo di firmare documenti che comprovavano l’ingresso nel paese sudamericano di presunti aiuti umanitari da ritirare nella farmacia del Collevecchio ma che chiaramente non finivano (sempre secondo le accuse) nella giusta destinazione.

Chiaramente resta alto lo scetticismo dei nostri corregionali per il coinvolgimento di Nello Collevecchio persona molto conosciuta nell’ambito della comunità italovenezolana anche per essere rappresentante del CONI in Venezuela, come per il suo impegno profuso negli anni in direzione dell’aiuto ai connazionali meno fortunati.

Daltronde la situzione politico giudiziaria del paese, dove da ormai più vent’anni è al potere un governo che ha di fatto messo al suo servizio la giustizia per eliminare le voci scomode, leggittima i molti dubbi che circolano nell’ambiente.

Si attendono ulteriori sviluppi del caso.

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