Un giudizio senza se e senza e che non lascia spazio al dubbio.

Lo esprimono in questo comunicato stampa i gruppi di minoranza dopo l’ultimo strappo in seno ai partiti che stanno governando la citta’.

” Neanche il riconoscimento della Perdonanza quale patrimonio immateriale dell’UNESCO é riuscito a riconciliare i rapporti in seno ad una maggioranza impegnata ormai da due anni e mezzo a consumare guerre fratricide volte alla mera spartizione di poltrone e all’occupazione di ruoli di potere.
Ne è la riprova l’ennesimo strappo che si è consumato stamattina in Commissione Bilancio.

Dopo la discussione sul bilancio di previsione del Centro servizi anziani, ente strumentale del Comune, al momento di procedere con l’esame dei successivi atti propedeutici al bilancio di previsione dell’ente comunale la Lega, ivi compreso il presidente della Commissione Di Luzio, ha abbandonato i lavori, in evidente polemica con il resto della maggioranza, subito seguita dal consigliere D’Angelo, di Benvenuto Presente, vale a dire la lista con la quale si è presentato, ricordiamo, il sindaco Biondi.

Un fatto di grave irresponsabilità politica e amministrativa, dal momento che incombe la discussione in Aula del bilancio di previsione, i cui lavori sono calendarizzati per lunedì 23 dicembre, e che porta con sé provvedimenti importantissimi per i cittadini, dalle aliquote sui tributi alla fissazione dei servizi, dai rifiuti ai trasporti, dagli asili nido ai presidi sociali, alla programmazione economica e, dunque, gestionale.

Lo scontro frontale tra forze in seno alla maggioranza, con gli strascichi di quanto è avvenuto la settimana scorsa con l’elezione del nuovo presidente della III Commissione e la conseguente verifica richiesta dalla Lega, sta colpevolmente pregiudicando la buona amministrazione della città.

Una faida tra partiti che lascerà macerie. Una lotta per il potere, senza il benché minimo senso di responsabilità, condotta sulla pelle dei cittadini, a dimostrazione e riprova, qualora ve ne fosse il bisogno, dell’inadeguatezza e la mancanza di maturità di chi sarebbe chiamato ad amministrare.”

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