Cultura

UN PATTO SOCIALE

Questi giorni così frenetici, stanno marcando una linea rossa tra noi “sudici”, ossia i paesi del Sud Europa, detti anche PIGS (Portogallo Italia Grecia Spagna) e Loro, i paesi del Nord Europa , ribattezzatisi “frugali”, perché riescono ad offrire ai propri cittadini elevata qualità della vita, pur nel rispetto delle regole di bilancio.

Prima tra tutte, non spendere più di quanto ricavi e se proprio devi indebitarti, fallo per una buona ragione e che il debito sia sostenibile nel tempo.Esattamente quello che non abbiano fatto noi e parlo dell’Italia.

Certamente il debito pubblico è servito anche e soprattutto per costruire, a suo tempo, strade , ospedali, scuole etc etc 

Poi però , sopratutto quando la politica ha iniziato a perdere lo slancio etico degli statisti del dopo guerra, è servito per alimentare un circuito vizioso e malsano, che portava a finanziare opere inutili solo in quanto vettori di tangenti ed interessi variamente connessi : economici, ma anche elettorali, di prestigio sociale etc 

Quando le cose andavano bene si procedeva così , quando andavano male, si aggiungeva debito al debito e si svalutava la liretta….

Queste due leve, dalla moneta unica in poi , non sono più disponibili, non solo ma i cosiddetti mercati , sopratutto dalla crisi del 2008 in poi, hanno iniziato a prezzare anche il rischio del fallimento di paesi importanti come il nostro, mediante il meccanismo del famigerato spread, che misura il differenziale di affidabilità  dei vari titoli di debito con il Bund (buoni del Tesoro tedesco) , ritenuto il più affidabile in assoluto.

In sostanza, chi acquista il debito di un paese come l’Italia – divenendone creditore – chiede che venga adeguatamente remunerato il rischio che assume di non riavere i propri soldi indietro.

Ma l’Italia ha mai disatteso i propri obblighi ? Mai ! 

Ha mai ritardato o posticipato il pagamento di obbligazioni ? Mai!

Si è mai sottratta al pagamento delle proprie quote in Europa, anche quando servivano ad aiutare paesi in crisi ? Mai !

Ciononostante siamo perennemente sotto tiro, sia per il mostruoso debito pubblico sia per la visibile inadeguatezza e litigiosità della classe dirigente politica, che ci espone ad un giudizio internazionale negativo.

È tutto pregiudizio ? A stare ai fatti, c’è molto pregiudizio nei nostri confronti , ma credo che la reputazione e l’affidabilità si nutrano anche della immagine che riesci a dare all’esterno.

E la nostra immagine è quella di un paese nel quale si vive uno scollamento evidente tra cittadini e rappresentanti politici, tra cittadini ed istituzioni , a loro volta spaccate nelle varie componenti spesso in guerra tra loro : potere giudiziario e potere politico ad esempio .

Come se ne esce ?

La Costituzione stabilisce che i cittadini  possano unirsi in partiti politici “per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale “  e allora questo alto ministero va recuperato , nel senso di un patto sociale, che metta cittadini ed istituzioni dalla stessa parte per salvare e rilanciare il Paese.

Un patto di durata, perché ci vogliono anni .

Un patto etico, perché chi è all’opposizione non può continuamente attaccare chi governa come se non esistesse un interesse  supremo , che è sempre il bene pubblico .

Un patto strategico, perché ci sono opere pubbliche che vanno prioritariamente finanziate e per lunghi periodi : scuole, ospedali, rischio sismico e idrogeologico.

Un patto fiscale, perché pagare le tasse deve essere facile e allo stesso tempo obbligatorio per tutti .

Sarà possibile ? Non lo so…ma qualcuno ci deve provare, anche perché toccato il fondo, o ti metti a scavare o risali !

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