CronacaCultura

Turismo di prossimità: un’iniziativa dell’ associazione VeneItaliaAbruzzo per il suo sviluppo

Il Fascino di Amiternum,il Mistero della Necropoli di Fossa la Magia di Peltuinium

Parlare oggi dell’Abruzzo e in particolare della provincia dell’Aquila significa rievocare le immagini di un territorio profondamente ferito, di città sconvolte, di centri storici che hanno visto le loro memorie cancellate nel giro di pochi secondi dal catastrofico terremoto dello scorso aprile.

Ma per gli abitanti di questa straordinaria terra è già il momento di guardare avanti con speranza e con forza di volontà, di pensare alla ricostruzione, di progettare una rinascita che passi anche attraverso la valorizzazione delle tante ricchezze che l’intera provincia ha tuttora da offrire.

A cominciare dall’offerta turistica e dalle molteplici possibilità messe a disposizione del visitatore: cultura, attività sportive, tradizioni. La scelta è tanto vasta quanto scarsamente nota al grande pubblico.

E’ per questo che l’associazione VeneItaliaAbruzzo con la compartecipazione all’iniziativa della Presidenza del Consiglio Regionale ha pensato per voi questo percorso archeo-turistico alla scoperta di tre siti archeologici situati nel territorio aquilano che affondano le loro radici nella notte dei tempi.

Un itinerario che parte in prossimità delle orme del Mammuthus meridionalis o più semplicemente Mammut, uno dei più antichi ritrovamenti paleontologici (la datazione del giacimento risale a circa 1.300.000 anni fa)
Una località vicinissima ad un luogo, dove moltissimi anni più tardi, nasceva la città che ancora oggi colpisce il visitatore per il suo fascino: Amiternum.

Il Fascino di Amiternum

Amiternum fu un’antica città italica in Abruzzo fondata dalla tribù dei Sabini, le cui rovine sorgono oggi a 9 km da L’Aquila. Il suo nome deriva dal vicino fiume Aterno.

Durante la loro espansione nel Centro-Sud Italia, al termine delle Guerre sannitiche, i romani conquistarono la città (293 a.C.) che divenne una prefettura, per essere promossa poi a municipium in età augustea.

Sotto il dominio di Roma fu un’importante centro urbano (si contavano decine di migliaia di abitanti) perché importante nodo stradale: situata lungo l’antica Via Cecilia che arrivava fino ad Hatria, dalla città partivano inoltre la Via Claudia Nova e due diramazioni della Via Salaria.

Ancora presente nel medioevo con una serie di vescovi fino a circa l’anno mille, dopo di che venne unita alla diocesi di Rieti e da quel periodo cessò anche la sua già evanescente esistenza.

Diversi personaggi di rilievo nella storia romana nacquero ad Amiternum; il più antico che si ricordi è il console Appio Claudio Cieco, importante figura nel perido delle guerre di Roma contro i Sanniti e ricordato soprattutto per aver avviato la costruzione della Via Appia nel 312 a.C. Nel 86 a.C. nacque nella città lo storico Sallustio, e circa un secolo dopo vi nacque Ponzio Pilato, futuro prefetto della Giudea noto per aver processato e condannato Gesù Cristo, ed in seguito condannato a morte da Tiberio.

Il Mistero della Necropoli di Fossa

Continuando in questo viaggio a ritroso nel tempo altra tappa obbligata, nella scoperta della città perduta, è quella legata al culto dei morti:la Necropoli di Fossa rappresenta un vero e proprio gioiello storico per l’intero territorio.

Lungo il fiume Aterno, nei pressi della località Casale, si estende una vasta area scavi archeologici (iniziati solo nel 1991) hanno a tutt’oggi portato alla luce circa 550 sepolture databili in un arco di tempo lunghissimo, di quasi mille anni: dalle più antiche tombe a tumulo della prima età del Ferro (dal IX alla metà dell’VIII secolo a.C.), delimitate da un circolo di pietre e circondate da una “palizzata” di menhir, si passa così ai tumuli di più piccola dimensione dell’età orientalizzante (metà delVIII-VII secolo a.C.), e poi alle ancor più semplici sepolture dell’età arcaica (VI secolo a.C.).

Dopo un periodo di semi abbandono intorno al V secolo a.C. (a cui però, curiosamente, risalgono numerose sepolture di bambini, deposti tra due coppi secondo l’usanza dell’epoca) si arriva all’ultima fase di utilizzo, durante il periodo romano-ellenistico, tra il IV e il I secolo a.C.: un periodo di prosperità economica, in cui i corredi funerari tornano a essere ricchi e preziosi, caratterizzato dalle bellissime “tombe a camera”.

Ed è proprio risalente a quest’epoca uno dei ritrovamenti più interessanti dell’intera necropoli, effettuato nel settembre del 2000: un letto funerario in osso, con raffinatissime decorazioni che rappresentano il dio Dioniso, animali fantastici, mostri marini.

La Magia di Peltuinium

La fondazione di Peltuinum secondo i canoni urbanistici romani si colloca alla metà del I secolo a.C., in un periodo di riorganizzazione amministrativa e finanziaria dell’Italia, che si conclude con l’accentramento del potere nelle mani di Ottaviano

Nel centro dell’Italia, in area vestina, si costituisce dunque un polo urbano di riferimento per un nuovo assetto del territorio con finalità sia per lo sfruttamento agricolo locale sia ad ampio raggio per la regolamentazione del transito delle greggi.

Era questo uno dei settori industriali verso cui si stava volgendo l’interesse dell’Imperatore. Al volgere del I secolo d.C. si riferisce la sistemazione dell’area urbana, con la costruzione di una cinta muraria e di un’area monumentale di cui gli scavi hanno finora riportato in luce un tempio, affacciato sull’area forense, ed un teatro.

Nel 47 d.C. sotto l’Imperatore Claudio il tratturo L’Aquila-Foggia, dalla Sabina verso i centri di mercato di Arpi e Lucera, venne strutturato come via Claudia Nova, con la conseguente monumentalizzazione del tratto che attraversava l’abitato.

Le fonti antiche ricordano un forte terremoto che nel V secolo dovette interessare Roma come anche gran parte dell’Italia centrale. I dati di scavo inducono a individuare nel sisma del 443 l’evento che ha provocato la defunzionalizzazione della città romana di Peltuinum.

La popolazione iniziò ad abbandonare la città, anche a causa delle guerre che segnavano sempre di più la debolezza dell’Impero.

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