Scienza e Salute

L’Aquila, Coronavirus: testimonianza dall’ospedale San Salvatore

La negligenza di alcuni cittadini, complici di un “entra ed esci” continuo, non è che il frutto di una mancata consapevolezza: molti non si rendono conto della situazione, soprattutto all’interno delle strutture ospedaliere.
Per farla breve, ho avuto il piacere di intervistare uno dei membri del personale interno al San Salvatore; l’ospedale aquilano, come altri, vive un forte disagio logistico. La testimonianza del suddetto ha portato alla luce particolari decisivi quanto funesti:

  • Partiamo dal generale: al momento l’ospedale condivide alcuni contagiati con lo Spallanzani e non solo. Sono stati dimezzati dei reparti?
    L’epidemia è così vasta che ormai […] è tutto a disposizione per questa emergenza; si ha bisogno di quanti più posti letto. […] sono passati parecchi sospetti, che sono risultati negativi o positivi; ogni volta che passa qualcuno di questi […] ci sta la sanificazione: l’impresa di pulizia che sta nel nostro ospedale, della ditta privata Diemme, […]con camice, mascherina etc. viene a sanificare con disinfettanti molto forti l’ambiente, che potrebbe essere stato contaminato.
  • Come reputi la preparazione dell’ospedale?
    Ho sentito che quelli che sono stati candidati alla cura dei pazienti hanno fatto un corso per sapere come comportarsi; però […] mancano i dispositivi di protezione, […] in modo particolare le mascherine, gli occhiali, i guanti. […] molti di noi portano la stessa mascherina da più di una settimana, cosa che non può essere: quelle mascherine sono monouso; già non ti schermano del tutto, perché sono senza filtro! Quelle col filtro costano troppo; […] se sei stato a contatto con un sospetto la devi sostituire. […] io per esempio c’ho una mascherina da venerdì scorso; ieri me ne hanno data un’altra, però la tengo cara.
  • E’ previsto l’arrivo di nuove garanzie sanitarie?
    L’avrai sentito, lo dicono anche in televisione: ora arrivano, ora arrivano…
    A noi ci fanno mettere addirittura la firma per la mascherina. Questa epidemia è così forte che dovremmo avere mascherine da buttare. Molti di noi stanno provando a farsele da sé (o) le hanno ordinate su internet.
  • Secondo te si arriverà a un collasso totale degli ospedali italiani?
    Non saprei. Questo è solo l’inizio. […] Penso che sarà molto difficile superare questa epidemia. […] E quel che è peggio è che molti sono portatori sani e alcuni che hanno superato la malattia potrebbero contrarre nuovamente il virus o essere contagiosi. Non è vero che prende solo gli anziani, prende anche i giovani. […], anche se la letalità è maggiore per gli anziani.

L’operatore sanitario mette a rischio la propria incolumità e, di conseguenza, quella della propria famiglia. L’ospedale de L’Aquila non è l’unico a dimostrarsi impreparato: l’emergenza coglie di sorpresa numerose strutture regionali sparse in tutta la nazione; la testimonianza alla mercé del lettore non descrive uno scenario esclusivamente aquilano.
Su questo filone, difficile immaginare una celere diminuzione dei contagi o tantomeno la salvaguardia del personale ospedaliero, i quali incombono in un pericolo giornaliero.
Poco prima dei saluti, il mio onesto contatto ha ritenuto essenziale sottolineare un quadro di cui fin troppo si è discusso:

L’unico modo, in questo momento, per evitare il contagio è starsene barricati a casa. […] Non sanno cosa significa, non lo sanno! […] Si vengono a creare dei focolai di fibrosi all’interno dei polmoni.
Una cosa importante è che nel momento in cui sei sospetto, ti fanno il tampone (e) viene inviato a Pescara; ci vogliono minimo 3 giorni, perché anche nei laboratori di Pescara mancano i presidi.

Seguono, però, una buona notizia e una raccomandazione:

Ora pare che, probabilmente, verso la fine del mese, arriverà un tampone (e) nell’arco di poco, in giornata, sai già l’esito; sarà fattibile anche all’ospedale de L’Aquila.
Molte persone non hanno ancora consapevolezza della situazione e non sanno che venire in ospedale è rischioso; noi siamo costretti, ci dobbiamo andare. Però l’utenza potrebbe anche non venire. […] Il decreto ti dice che vengono effettuate solo le urgenze; tutte le prestazioni di prassi, controlli etc. sono sospese fino al 3 di aprile e probabilmente ci sarà una proroga. […] Possono venire solo le persone che hanno un’impegnativa recente del loro medico curante. Solo le urgenze.
[…] Solo il malato oncologico, per legge, ha la precedenza; è un malato che non può aspettare.

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