Cronaca

Servire lo Stato – in memoria di Giovanni Falcone

di Guido D’Urbano

Oggi celebriamo il ricordo della morte di Giovanni Falcone e con lui di tutti i servitori leali dello Stato, morti innanzitutto per adempiere al proprio dovere, perché non c’è denaro che può motivare fino al consapevole sacrificio della propria vita e di quella dei propri cari.

L’elenco è lunghissimo e abbraccia magistrati, esponenti delle forze dell’ordine, giornalisti , amministratori pubblici, tutti accomunati dalla medesima tensione morale, che trova soddisfazione innanzitutto nel fare la cosa giusta.

Per chi si nutre del senso del dovere e vive nel rispetto degli altri e nella dimensione collettiva, la giustizia precede la legalità.

E proprio questo senso di giustizia ha mosso le personalità più nobili della nostra recente storia repubblicana : Falcone, Borsellino, Livatino, Bachelet, Dalla Chiesa e i giornalisti Siani, Impastato ….tutti morti sapendo da tempo di camminare sull’orlo del precipizio….mancava solo la data e l’ora.

Sarebbe bastato dare ascolto a quella vocina subdola che sussurrava “ma chi te lo fa fare?” per salvarsi, ma non lo fecero .

Sarebbe bastato dare ascolto ai tanti “consiglieri “ che invitavano ora alla prudenza, ora alla cautela , ora alla moderazione ma in verità suggerivano inerzia, accondiscendenza, quando non collusione.
Ma non lo fecero….al prezzo della vita.


Immagino quanta amarezza e quanta tristezza abbiano accompagnato il loro sacrificio quotidiano nel sapere che chi avrebbe dovuto incoraggiare e proteggere il loro operato molto spesso era assente o addirittura poco interessato ad alterare insani equilibri di gestione dei territori .

Ovviamente tempus regit actum per cui il comportamento dello Stato va ricondotto alla responsabilità degli uomini e delle donne che lo rappresentavano, ma davvero brucia la coscienza di noi cittadini onesti di ogni età pensare che servitori leali siano stati abbandonati al loro destino proprio da chi avrebbe dovuto proteggerli.

Mi piace però pensare che il loro sacrificio non sia stato vano e che da quella stagione drammatica della nostra storia recente sia nata una nuova consapevolezza sociale e maggiore attenzione da parte delle istituzioni , pur sapendo che la lotta alle mafie non sarà mai vinta per sempre

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