nella foto: Galiffa Anna Maria, Saccomandi Marisa, Di Filippo Silvana, Piergiovanni Flora, Jannucci Marco, Di Stefano Rina, Francesca Barbuti,Diodata Di Giovanni, Emanuela Puca, Rosa e Luciana Di Marco.

Se leggo Spinoza, sono felice dice il Prof. Marco Jannucci, storico docente di pedagogia e filosofia che nel corso della sua vita scolastica ha formato centinaia e centinaia di classi, tutte  con grande circolarità e passione. Ne è testimone la fatidica classe della sez. “C” ex magistrale che si è ritrovata insieme questa estate, dopo 46 anni!

Tutte fresche come allora ed attente alla relazione, tutte testimoni di come si puo’ essere felici con Spinoza ed altri ricchi autori filosofi che hanno trasmesso quella carica sociale ed affettiva che solo un professore trasversale ne possa avere una così ricca restituzione dopo così numerosi anni!

Ma come facciamo ad essere felici? A questa domanda ha risposto il Prof.Marco Jannucci con l’interessante e straordinario libro che ha scritto.

Lo scopriremo insieme a chi vorra partecipare nella sala del Consiglio Comunale di Silvi Marina alle ore 17.00, alla conferenza di presentazione del Prof. Marco Jannucci, autore del libro “Se leggo Spinoza, sono felice”. Ci svelera’ quale sia il segreto della felicità e come riuscire a cercarla e trovarla.

Lo fara’ proprio attraverso la  presentazione della sua  opera, alla presenza del Sindaco di Silvi: Andrea Scordella, l’Assessore alla Cultura :Avv. Giuseppina Di Giovanni, la Dott.ssa Silvia Pallini con una breve presentazione contenutistica del volume. Il Presidente dell’Associazione Culturale “Il Veliero” con i contributi del Presidente Tommaso Di Febo.

All’autore Marco Jannucci, in attesa della conferenza, abbiamo chiesto: Il suo libro “Se leggo Spinoza, sono felice” affronta il tema della felicità. Ma che cosa è la felicità secondo lei?

“Vorrei provare a rispondere a questa domanda iniziando in maniera leggera, con le parole di un poeta, Totò, il quale ha scritto una breve poesia, intitolata appunto “Felicità”. Felicità! / vurria sapé ched’è chesta parola / vurria sapé che vvò signficà ..I versi di Totò sono un’istantanea assai verosimile di quanto sia difficile afferrare la felicità, imbrigliarla in una definizione oggettiva, stante la sua ambivalenza, la sua sfuggevolezza, il suo relativismo.

La sua domanda rinvia ad altre ad essa correlate.

Per es.: la felicità è privata o pubblica); appartiene al qui ed ora, cioè è di questo mondo o di una vita ultraterrena?

Si riferisce alla vita attiva o a quella contemplativa? E’ un fatto quantitativo o qualitativo?

E ancora, si può essere felici ignorando di esserlo? In altri termini, la felicità è legata alla conoscenza?

La felicità è un attimo fuggente, rapido, transitorio, il frutto di un solo istante, “qualcosa di cui ci si accorge dal rumore che fa mentre si allontana” (Prévert) o piuttosto la conseguenza del raggiungimento di un bene stabile, duraturo, cioè il frutto della realizzazione di un progetto?

E potrei proseguire ancora a lungo ponendomi tante altre domande che chiamano in causa la felicità, come ad es., il rapporto tra la felicità e la ricchezza: qualcuno ricorderà l’adagio popolare “Il denaro non rende felici, ma aiuta ad esserlo”; ma si può fare anche un esempio contrario, quello della decrescita felice, la quale non deve essere intesa come un ritorno al passato (al lume di candele), ma come una scelta consapevole, un miglioramento della qualità della vita, una rispettosa attenzione per il futuro; un maggior rispetto per la natura e consapevolezza dei limiti … Il rapporto tra la felicità e l’arte, la bellezza: qualcuno ricorderà la celebre frase di Stendhal: “La bellezza è una promessa di felicità” … il rapporto tra felicità e libertà, e la loro interscabiabilità: “può la felicità renderci liberi? e anche “Solo chi è libero è felice”?

E infine: felicità e amore; felicità e lavoro … Tuttavia, un dato certo c’è, ed è questo: tutti gli uomini, indistintamente, aspirano ad essere felici. Persino il neonato … Ma allora che cosa è la felicità? E soprattutto quale è la mia idea di felicità? La felicità è condivisione.

Che vuol dire? Qui ci viene in soccorso Spinoza, il quale afferma: “Nulla è più utile all’uomo dell’uomo stesso” e più avanti aggiunge: “Homo homini deus” (l’uomo è un dio per il suo simile).

Tornando al concetto di ‘condivisione’: implica che non possiamo fare a meno degli altri, che “non si può essere felici da soli” (Papa Francesco) … e una volta raggiunta la felicità, occorre adoperarsi per far felici gli altri.La felicità è anche ‘conquista’ … Non bisogna rinunciare alla felicità su questa terra (Papa Francesco), battersi per superare le avversità della vita, perché la vita è uno spettacolo irripetibile. Negli ultimi anni, leggendo Spinoza, ho raggiunto una certa serenità … e allora voglio rivolgervi l’invito a fare altrettanto … in alternativa leggete il mio libro”.

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