Prosegue il ciclo di nove incontri ad entrata gratuita  di “Vive l’arte a L’Aquila” al MuNDA. 


MuNDA – TERZO APPUNTAMENTO DI VIVE L’ARTE A L’AQUILA – I RESTAURI CHE RICHIEDONO CREATIVITA’: IL CASO DELL’INTERVENTO SUL DIPINTO DI GIOVANNI PAOLO CARDONE, VITTIMA DEL TERREMOTO- EUGENIE HELENE KNIGHT

GIOVEDI 7 NOVEMBRE, ORE 17.30 – ENTRATA GRATUITA

Le conferenze sono organizzate in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Aquila, pertanto la partecipazione varrà agli studenti universitari come crediti formativi: 2 CFU per  8 incontri, 1 CFU per quattro incontri.

Un imballo e una busta. Questo rimaneva del dipinto, dalle notevoli dimensioni (236×156 cm.), di Giovanni Paolo Cardone. Recuperato dopo il sisma dal Castello Cinquecentesco dell’Aquila in una pozza d’acqua “lacero, bucato e completamente bagnato” i frammenti di tela messi in una busta ed i tessuti che , sotto la pioggia, si erano deformati sovrapponendo la pellicola pittorica, l’opera apparve subito irrecuperabile. A meno che non si optasse per una soluzione innovativa. Seguendo un’intuizione, una visione, davanti a quel dipinto, sudario di una produzione che aveva reso la città dell’Aquila magnifica, Eugenie Helene Knight mise a fuoco una nuova metodologia, svolta nella letteratura scientifica: il metodo dell’onda. Ne parlerà, di questo nuovo ordine nella filologia del restauro, direttamente lei al MuNDA giovedì 7 novembre per il ciclo di “Vive l’arte a L’Aquila”.

“La Madonna in trono con il Bambino, San Giuseppe, San Francesco d’Assisi, San Giovannino” del 1585 di Giovanni Paolo Cardone, allievo del Cesura , incredibilmente recuperata in un restauro impossibile, ha così restituito gli intensi sguardi fra il Bambino e San Giovannino, con la figura centrale della Madonna sullo sfondo verde di un panneggio.

Colori che il Cardone, pittore e architetto eccellente, usava sapientemente se con la sua maestria era già stato chiamato ad abbellire Porta Barete per l’entrata trionfale nella città di Margherita d’Austria e dell’altro figlio di Carlo V , Don Giovanni d’Austria. E’ obbligo citare l’opera forse più nota dell’artista, l’enorme gonfalone dell’Aquila del 1579, nella quale su sfondo rosso la pianta della città, in una rappresentazione fortemente realistica, veniva offerta e retta dai suoi quattro protettori



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