Fortunatamente, lo smart working è applicabile anche a questo settore.
Ne è un esempio Favolacce di Damiano e Fabio D’Innocenzo; sarebbe dovuto uscire nelle sale in Aprile, ma infine si è dovuto optare per la distribuzione (posticipata all’11 Maggio) sulle piattaforme on demand.

Si sa, sono tempi duri.

Provate a dirlo a chi produce e distribuisce film: con la chiusura delle sale per l’emergenza Coronavirus, le uscite al cinema hanno subito un brusco stop. Il che, come si intuisce, crea non pochi problemi.

Del resto, questo film non poteva essere posticipato per così tanto.

“Favolacce” si era già fatto notare al Festival del Cinema di Berlino 2020, di cui aveva vinto il nastro per la miglior sceneggiatura.
Inoltre, i suoi due autori (nonché registi) avevano già riscosso un ottimo successo nel 2018, grazie all’opera prima “La terra dell’abbastanza”.

I fratelli D’Innocenzo al Festival di Berlino.

Il film:

Questa favola nera prende luogo in un tranquillo (e inventato) quartiere della periferia di Roma. Osservando alcune delle famiglie che vi abitano, lo spettatore va a scoprire piano piano il marcio sotto la loro facciata di normalità.

Quelli che vengono raccontati sono nuclei estremamente disfunzionali, tutti per motivi diversi; va da sé che anche la società in cui vivono risulta tossica per tutti, dalle madri a – soprattutto – i figli.

Elio Germano nel film.

Il principale tema trattato è, infatti, quello della violenza domestica sui minori.

Si tratta di una storia basata sulla scoperta dei personaggi e dei rapporti tra loro, per nulla amichevoli nonostante le apparenze da “famiglie felici”.

Il film mette in scena una vicenda apparentemente semplice, ma che viene articolata in così tanti punti da diventare complessa dopo pochi minuti. Nonostante i personaggi seguiti siano tanti e per nulla bidimensionali, tutti vengono approfonditi con grande chiarezza e prendendosi il dovuto spazio.

Ciò è in gran parte dovuto all’immediatezza della sceneggiatura, che districa questa matassa di rapporti e caratteri ripartendo i punti di vista in due grandi insiemi: quello dei bambini e quello degli adulti.

O, in altre parole, in vittime e carnefici.

Tale contrapposizione mette lo spettatore nella posizione di ‘subire‘ il film, così come i bambini subiscono gli abusi degli adulti.

Una “favola nera”.

Proprio come una favola, il film trasmette un messaggio molto più grande della storia che racconta.

A rendere il tutto ancora più (distortamente) favolesco si aggiunge un’ambientazione eterea, che a volte ricorda la provincia romana, a volte l’America nevrotica di Raymond Carver (ispirazione dichiarata dei fratelli D’Innocenzo).

All‘ottima sceneggiatura si affiancano, inoltre, delle notevoli performance attoriali (Elio Germano è da brividi) e una regia molto chiara, evidentemente frutto di un calibrato mix di influenze europee ed extraeuropee.

“Favolacce” è disponibile al prezzo di 7.90€ su Sky Primafila, TimVision, Chili, Google Play, Infinity, GC Digital e Rakuten TV.

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