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Perdonanza Celestiniana: un decennale sul filo del rasoio

Siamo ormai rivolti alla conclusione della Perdonanza Celestiniana, adornata di luci, musica e spettacoli accattivanti. Sono 725 edizioni, un numero importante e che porta sulle spalle una forte responsabilità; non tanto per l’evento storico-culturale in sé, quanto per i propri cittadini: difatti, un’iniziativa di questo calibro rappresenta un modo per rompere la routine, il che può sembrare riduttivo, ma fondamentale per chi vive immerso in una “città a metà”.

L’amministrazione aquilana non ha badato a spese né si è trattenuta dal presentare nomi di spicco; evitando di fare un elenco smisurato, citiamo alcuni, come Gianni Morandi, Giancarlo Giannini o Stefano di Battista; l’orchestra nazionale dei Conservatori d’Italia e i Cori, condotti dal maestro De Amicis; l’evento “Shine Pink Floyd Moon”, in Piazza Duomo; Enrico Brignano, che proprio ieri sera ha fatto divertire il pubblico nel consueto Teatro del Perdono di Collemaggio; stessa location per il trio Il Volo, alle 21:30 di stasera. Molto altro in programma sino al 29 di agosto.

Il consueto appuntamento ha ormai assunto una valenza più che corposa, complici proprio i dieci anni dal sisma del 6 aprile; meno d’aiuto è stato il meteo, che pare invece aver graziato alcuni e colpito altri, specialmente i piccoli eventi musicali sparsi per il centro storico – spesso citati a mezza bocca (o per nulla), presenti tra Piazza Chiarino e Piazza San Basilio (Gianluca Cherubini, Francesco Sabatini, Disko, Le Indiesponenti, Gina, Lingue Sciolte, Lemandorle, Dabadub Sound System e molti altri). Tuttavia, la Perdonanza non ha solo riscontrato difficoltà di carattere meteorologico; i retroscena non mancano mai, nonostante l’apparenza, ricca di interviste e sorrisi, abbia dominato le scene.

Nel decennale del sisma ci apprestiamo a vivere un’edizione della Perdonanza nel segno della rinascita e di fiducia nel futuro.

Queste sono state le parole del sindaco Pierluigi Biondi, dimenticando forse che il termine “futuro”, preceduto da “fiducia”, implica una serie di postille dovute. Tralasciamo l’organizzazione e la divulgazione dell’evento: non vorrei soffermarmi troppo sulla gestione dei biglietti, la promozione ad appena due giorni dall’inizio, senza alcun tipo di programma stampato e facilmente reperibile. Sorvoliamo anche sulla location; perché si, Collemaggio è sicuramente uno spettacolo a cielo aperto, ma per eventi di tali dimensioni sarebbe opportuno affiancare una gestione degna: pochi posti a numero chiuso, spazi soffocanti o di fortuna per chi non ha avuto l’onore di una sedia; tanto da chiedersi se davvero il Parco del Sole sia idoneo a garantire non solo uno show godibile, ma anche entro i limiti della sicurezza.

Queste potrebbero comunque essere congetture opinabili e non sdegnerei una qualche obiezione. Ciò che invece non è un’opinione è la gestione dei fondi: le spese, infatti, pesano sulla testa dell’amministrazione, la quale detiene ancora conti aperti con l’organizzazione dello scorso anno; la Perdonanza 2018, infatti, presenta ancora un indebitamento ingente. Tuttora una parte dello staff attende lo stipendio in questione e non è del tutto chiaro chi altri ancora debba percepire il dovuto compenso.

Vista da questo punto, la maschera della rinascita sembra stonare; al contrario, si riconfermano dieci anni sul ciglio di un burrone, che ci ricordano quanto sia importante dare una sostanza alle parole e le buone intenzioni. Fare il guastafeste non è la mia professione; l’ipocrisia, invece, sembra aver ottenuto il posto fisso.

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