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Palumbo: “Propongo di permettere a teatri e band di tornare ad essere protagonisti della cultura cittadina”

Ci eravamo lasciati con la candidatura dell’Aquila a capitale italiana della cultura, è tempo adesso però di dimostrare di meritare un simile riconoscimento dando tutto il sostegno necessario ad un settore in grande difficoltà.

In tempi di distanziamento sociale anche i sentimenti che i rapporti dal vivo tra persone sanno stimolare vengono meno e anche le emozioni di assistere a uno spettacolo teatri, ad un concerto, ad una qualsiasi rappresentazione dell’arte ci sono preclusi.

Guardando alla famosa fase 2 e a quelle successive,i luoghi della cultura saranno probabilmente tra quelli più penalizzati; dai grandi musei che potranno ospitare meno persone contemporaneamente con l’aumento delle attese, ai piccoli teatri che già potevano offrire per motivi contingenti, pochi posti agli spettatori, passando per gli spettacoli all’aperto limitati anch’essi dal divieto di assembramenti.

Ma la cultura è fantasia, creatività, immaginazione; la cultura ha nel suo DNA la capacità di reinventarsi, di sperimentare nuove frontiere; la cultura esiste anche in tempi di emergenza, va semplicemente lasciata esprimere.

Ne è l’esempio il salone del libro a Torino che si terrà regolarmente dal 14 al 17 maggio, non più al Lingotto ma sul pianeta digitale, quel luogo che l’emergenza legata al virus ha reso centrale nelle vite di tutti noi.

Propongo allora di pensare da subito anche all’Aquila a come reimmaginare i tanti eventi culturali che si tengono ogni anno in città.

Propongo di permettere a teatri e band di tornare ad essere protagonisti della cultura cittadina, lanciando un bando pubblico rivolto alle tante piccole esperienze culturali e musicali presenti sul territorio,

stimolando così la proposta di nuove forme di spettacoli di teatro, cinema o concerti sempre dalle piazze aquilane o nella meravigliosa cornice dei nostri borghi, ma capaci di coniugare le limitazioni imposte alla presenza fisica in massa con le possibilità offerte dalla partecipazione virtuale.

Sarebbe utile immaginare formule in grado di supportare anche l’offerta delle strutture ricettive o di ristorazione nel momento in cui riapriranno.

Occorre liberare tutto il talento di cui gli attori della cultura sono capaci; per farlo la nostra città dispone di 2,1 milioni di euro previsti per l’annualità 2020 a valere dei fondi Restart destinati alle attività e ai programmi di promozione dei servizi turistici e culturali.

Ma si può fare addirittura di più riprendendo l’organizzazione di un evento, rimasto questo si virtuale, ma per motivi purtroppo politici invece che sanitari;

mi riferisco al tanto discusso festival degli incontri che andrebbe rilanciato in questa nuova chiave di lettura, con la possibilità di sperimentare produzioni create ad hoc in cui far incontrare ed esibire le realtà aquilane insieme ai big della musica, del teatri e della letteratura italiana ed internazionale.

Sarebbe un modo per tornare al centro del mondo culturale e utilizzare al meglio gli ulteriori 700 mila euro disponibili.

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