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NON E’ CERTO IL MOMENTO DI FARE POLEMICHE, MA CHIAREZZA SI.

Chiarezza chiede l’ex Sindaco Massimo Cialente in un’accorato ma chiarificatore appello sulla situazione Covid all’Aquila che pubblica sul suo profilo facebook. Nelle righe che seguono tutta la drammaticità di una situazione vista da due prospettive in cui l’ex primo cittadino ha competenza, quella medica (è pneumologo) e quella politica. Un’intervento che pubblichiamo, come faremo la stessa cosa per tutti quelli che vorranno esprimere le proprie posizioni in merito.

“In queste drammatiche giornate sta emergendo un dato sinificativo: il problema non sono i posti letto nelle terape intensive, ma nei reparti Covid.

La grave malattia, perché è una malattia grave che lascia anche reliquati, oggi può essere meglio controllata con alcune terapie, e soprattutto ha avuto un abbassamento dell’età media scesa a 63 anni (gli anziani sono più attenti).

Quindi minori indicazioni al trasferimento in terapia intensiva.Continuare a guardare il numero di ricoverati nelle terapie intensive come unico dato della gravità dell’andamento dell’epidemia , a mio avviso, è fuorviante.

Io guarderei soprattutto ai ricoveri nei reparti Covid, che sono scoppiati.All’Aquila sono moltissimi i pazienti, con polmonite e bassi valori di saturazione d’ossigeno, che quindi non risultano malati ma in isolamento (dati statistici alerati) che stanno a casa, spesso rimandati dal P.S. per mancanza di posti.

Ai medici di base si è chiesto di tenere a casa i pazienti con forme lievi o medie. I medici di base lo stanno facendo, ma sappiate tutti che questi malati non vengono visitati né seguiti da un sanitario, perché il medico di famiglia non va, le USCA non vanno perché insufficienti.

Molti pazienti non hanno avuto il diritto ad un fonendo sul torace. Se gli dice bene un ossimetro. E’ un dramma nel dramma. Ad esempio pazienti diabetici che non possono fare cortisone a casa, parenti disperati nel vedere il proprio caro dispnoico, 118 che non va se non con ritardi bestiali.

Personale sanitario allo stremo.Questa è la situazione vera, il resto sono fandonie. Non vi è alcun tracciamento. Dal 4 ottobre, che eravamo a zero contagi all’ Aquila ad oggi , che siamo a quasi 2000, avremmo dovuto fare almeno 20.000 telefonate per controllare ed isolare possibili contagiati.

Niente. Eppure lo avevamo detto: solo il tracciamento potrà aiutare.Sino ad oggi 5 persone ai telefoni!!!!!!. Ancora non funziona il Delta 7, non si è preparato il laboratorio analisi.

A Pescara un ospedale nuovo in due mesi, all’Aquila in sette mesi non si è riuscito ad ampliare due stanze del laboratorio.

Senza tracciamenti e tamponi, senza vero isolamento domiciliare il virus ormai è incontenibile in questa fase.

L’unica possibilità è provare a difendersi da soli, sperando nella buona fortuna, poiché ormai può essere conttagiato anche il tuo familiare o amico più stretto.

E in questo non aver fatto niente si fa demagogia sui bar e discoteche!

Cosa fare per salvare il salvabile è stato detto e ridetto, proposte ne abbiamo fatte, anche quelle a costo zero, come coinvolgere il volontariato nel tracciamento, che oggi sarebbe la cosa più importante.

Ultima cosa: trovo vergognosa l’affermazione dell’ Assessore Verì che l’ospedale Covid di Pescara per funzionare dovrà prendere il personale dalle rianimazioni di tutta la Regione.

Allora perché vi siete realizzato il futuro Delta II prendendoci in giro? Perché non avete potenziato le singole terapie intensive degli altri ospedali?

Lo avevamo detto che fare letti senza personale era una sciocchezza?Dove sono la corte dei conti ed altri, in passato così attenti alle virgole?

Intanto i ricoverati in pneumologia covid del G8 chiedono le stufette elettriche per il freddo che fa dentro quella latta.”

Massimo Cialente ex Sindaco dell’Aquila

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