Moneta aquilana, cos’è, come funziona e cosa cambierà per i cittadini

È stata presentata questa mattina la nuova moneta aquilana, nata nell’ambito del progetto “Compra aquilano – La prima moneta comunale d’Italia”. Vediamo come funziona e cosa cambierà per i cittadini

La “moneta aquilana” è realtà: il progetto Compra aquilano – La prima moneta comunale d’Italia è stato presentato stamattina in una conferenza stampa a Palazzo Fibbioni, alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi, di Sara Cecchelli, direttore generale di Abrex e Angelo D’Ottavio, presidente del CDA.

L’idea della moneta era già nel programma di mandato. Abbiamo fatto una delibera di indirizzo, un avviso e il conseguente affidamento ad Abrex, il circuito che abbiamo ritenuto migliore. La moneta complementare è una realtà in vigore in molte città, e speriamo possa aiutare il commercio aquilano, anche quello del centro storico, a contrastare la crisi globale attraverso un circuito cittadino e comunitario.” ha dichiarato il sindaco Biondi.

Questa è un’iniziativa a costo 0 per il Comune dell’Aquila: vogliamo consolidare l’economia locale con uno strumento che anche altre città hanno già adottato”.

Moneta aquilana, cos’è Abrex e come funziona

Realtà totalmente abruzzese, Abrex è un circuito di credito commerciale, appunto una “moneta parallela” rivolta sia a cittadini che alle aziende, per le quali ci sono numerosi vantaggi. Primi fra tutti “ottenere clienti, aumentare il fatturato, ridare slancio economico alle piccole attività e dare valore all’economia regionale” ha chiarito Sara Cecchelli, direttore generale.

Ma come funziona Abrex?

Abrex è, al momento, uno dei 13 circuiti di credito commerciale esistenti in Italia.

Operativamente, si tratta di una card collegata a un conto corrente, che non prevede alcun costo interessi passivi. La logica di mercato è esattamente la stessa dell’economia che già conosciamo: “Non c’è svalutazione dato che l’Abrex e l’euro hanno lo stesso identico valore: 1 Abrex corrisponde a 1€”.

L’obiettivo è quello di mettere in moto il mercato. Facciamo un esempio: un’azienda compra un servizio da un’altra; e l’attività che riceve il pagamento in Abrex può riutilizzare quella somma presso le altre aziende iscritte al circuito e così via. Si promuove la compravendita all’interno del circuito. In sostanza, la card si ricarica con gli acquisti”.

Sono già una decina le aziende aquilane che hanno aderito al progetto, insieme alle oltre 1000 del territorio abruzzese. L’iscrizione al circuito, di validità annuale, è l’unico costo previsto da Abrex, una fee di ingresso che è calcolata sulla base del fatturato aziendale e sulla reale capacità di compravendita.  

A supportare le aziende aderenti è la stessa società, che mette in contatto le diverse imprese che in quel momento possono interagire comprando o vendendo un dato servizio.

Ma bisognerà aspettare il 2020 perché anche i cittadini possano usufruire di questo circuito: “Per i cittadini non è previsto scambio di beni o servizi ma uno sconto sugli acquisti presso gli esercizi commerciali che hanno aderito alla rete” ha specificato Angelo D’Ottavio, presidente del CdA Abrex.

Da sinistra Angelo D’Ottavio, Pierluigi Biondi e Sara Cicchelli

Compra aquilano – La prima moneta comunale d’Italia”: cosa prevede il progetto

Oltre al circuito di credito commerciale, vogliamo concentrarci su quattro obiettivi” ha spiegato D’Ottavio “Per prima cosa un sostegno concreto alle startup, che possono usufruire del finanziamento Abrex per accedere a linee di credito senza costi e avviare così le nuove attività sul territorio”.

Il secondo proposito è quello di agevolare la patrimonializzazione delle imprese iscritte al circuito, dando loro una capacità di vendita aggiuntiva. Il terzo punto su cui vogliamo focalizzarci è aiutare l’economia del terzo settore, le cui associazioni possono ricevere contributi in credito Abrex” ha continuato il presidente del CdA.

Attenzione particolare avranno anche quelle imprese che sono state strozzate dai costi troppo elevati e non hanno garanzie per accedere al credito: l’intenzione è quella di riportarle nel mercato in maniera fattiva ed efficace. Si tratta di una novità importante: L’Aquila è la prima città capoluogo in Italia ad aver aderito al progetto di circuito di credito. Spero che le aziende siano disposte ad affrontare questo cambiamento in maniera propositiva” ha concluso D’Ottavio.



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