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MAMME AL TEMPO DEL COVID 19

di: Angelica Vicentini

Una problematica fondamentale del Covi-19 è stata la chiusura della scuola di ogni ordine e grado eppure sembra non esser così centrale nei piani alti del governo.

Tutti i segmenti istituzionali sono stati colpiti dall’incertezza a volte da una vera e propria impreparazione sul come fronteggiare un’emergenza di tali dimensioni, sul come dare delle urgenti risposte alla collettività.

Nel Decreto “Cura Italia” il Ministero dell’Istruzione ha stanziato circa 85 milioni di euro per sostenere la D.a.d. , la didattica a distanza, diventato uno strumento necessario al regolare proseguo dell’anno scolastico.

Ma le domande sulla gestione dell’istruzione durante quest’emergenza sono molte.

Abbiamo deciso di chiedere un parere a Valeria Baccante, Presidente dell’Associazione

“Mamme per L’Aquila”, ormai da molto tempo attenta alle problematiche delle famiglie aquilane.

La Presidente in una nota ci ha descritto un quadro personale che rappresenta molte mamme in questo periodo di difficoltà.

“Sono una mamma lavoratrice e non ho paura a dire che spesso ed ancor di più in questo frangente vengo aiutata dai nonni a svolgere i miei quotidiani impegni personali a partire dall’accudimento dei miei figli.

Spesso però il mio pensiero è rivolto a chi questo sostegno non ce l’ha e che, o per ragioni economiche non può, o per questioni emotive fa fatica ad accettare di lasciare tutti i giorni i propri cuccioli a delle babysitter che, stremate, faticano a svolgere un lavoro pressoché ridotto alla minima gestualità.

Inutile paragonarle ai nonni poiché costoro hanno un valore inestimabile di trasmissione delle proprie tradizioni, di sostegno concreto e di affetto indispensabile.

Dunque la loro lontananza o peggio ancorala loro assenza rende il ruolo genitoriale ancora più insostenibile.

Ma sì, parliamone. Volete che vi racconti la mia “giornata tipo” degli ultimi 2 mesi?

Bene. Sedetevi comodi, non è poi così noiosa.

Sveglia ore 7 sommersa di messaggi dalle diverse chat dei genitori che si lamentano.

“Quanto durerà tutto questo?” “Perché quest’abbandono da parte delle istituzioni?” “ Quando e come si svolgeranno le caotiche video lezioni D.a.d?”

Giusto il tempo di risponde anche sui Social Media mentre prepari la colazione a tutta la truppa.

Poi l’occhio va sull’orologio e….. “oh mio Dio, sono già le 8: devi iniziare il turno in Smart Working….!”

Si, ma nella stessa stanza da condividere con i miei due bambini costretti a fare la colazione in silenzio per non disturbare il mio lavoro.

Dopo poco il più grande dei due comincia la sua video lezione mentre il più piccolo gironzola per casa, sempre, muto come un pesce.

Tempo di rilassarsi un attimo e…. “ oh mio Dio, sono quasi le 13: bisogna avviare il pranzo ricordando a tutti la sacro santa scaletta pomeridiana.

Per cui, bando alla noia, si cucina, si sistema e .… “ oh mio Dio: sono già le 15. Si riposa?

No si ricomincia con i compiti nella versione “tutti in una stanza”.

La mamma ora non deve lavorare e può dare lezioni ai suoi pargoletti.

Risultato? Passo in fretta a rispondere da una domanda di letteratura ad un problema di addizioni decimali.

Poi ti guardi intorno e cominci a ripulire quanto dopo 2 ore tornerà esattamente in disordine come prima!

Ore 17 dimenticavo, ora abbiamo la video lezione del più piccolo: 300 persone collegate sull’App “Meet” tutti in fila per poter parlare qualche secondo sperando che non cada la linea come spesso accade.

Ore 18.30 tutti a giocare… e così ennesima prova da masterchef : farina ovunque!!!

Toh, proprio quando sta per arrivare l’ora di cena, fantastico!

Cosi, nel frattempo e con le lacrime agli occhi ti appresti a preparare l’ennesimo pasto.

E così per sessanta giorni di fila, finora!

Avevo più tempo quando non avevo tempo!

Con la descrizione di questa situazione tragico-comica vorrei denunciare il fatto che le famiglie sono state abbandonate a se stesse, che non hanno avuto un aiuto di nessun tipo, che molte sono allo sbando, che non tutti i genitori hanno un minimo d’istruzione o un tablet che molti sono ancora in attesa di ricevere in comodato d’uso attenzione – non in regalo – , mentre al contrario altri hanno della disabilità e fragilità di vario ordine e genere, non in ultima la violenza tra le mura domestiche.

La questione didattico-familiare è stata affrontata in modo molto approssimativo, come ormai da molti anni del resto.

Un grande applauso a tutti i bambini dimostratisi molto responsabili come anche a tutti i genitori per essersi trasformati in maestri, compagni di gioco o tuttofare alla bisogna.”

Ci chiediamo in molti se questi piccoli eroi meritano un premio, una medaglia al valore.

Eh già, questa volta i veri eroi sono i bambini che con il loro sorriso innocente hanno portato la speranza durante un momento di così grande sconforto e che, attraverso la pronta accettazione di un cambio epocale pesantissimo sulle loro esili spalle, ci hanno dimostrato un profondo senso di coraggio.

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