Cronaca

“Lo stupratore sei tu”: il flash mob cileno approda anche a L’Aquila

25 novembre, Santiago del Cile.
In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il collettivo femminile #LasTesis esegue una coreografia destinata a spopolare. Tamburi, donne bendate, l’inserto minimal di una protesta senza tempo, le cui sfumature, oggi, sono più chiare che mai.

Sono un centinaio le donne aquilane che, due giorni fa, hanno popolato il corso principale; il testo, tradotto rigorosamente in italiano, unito al fascino malinconico di una danza pacata, ha destato sorpresa e doverosa attenzione nei passanti.
La performance riporta un titolo ben preciso: “Un violador en tu camino” (“un violentatore sulla tua strada”). Non c’è visione più forte e schietta a testimoniare il sopruso, l’immagine storica di un patriarcato modello, inconsapevole e soffocante.

“Lo stupratore sei tu” è una delle frasi principali e che maggiormente riecheggia; un “monito al contrario”, una nota pungente, che punta il dito su ogni rappresentante maschile: colpevoli e non.
E’ il peso di ognuno, un passaggio di eredità morale gravoso, accompagnato da statistiche disarmanti e concernenti uno dei baluardi della cronaca nera.
Ogni qual volta si accenna a un discorso simile, penso ai libri di storia: figure femminili influenti, fondamentali come Ipazia, Hannah Arendt, Mileva Marić, travisati ed estromessi dalla didattica.

“Lo stupratore sei tu” raccoglie malumori forti, di cui la storia, scritta e non scritta, si è nutrita per secoli; contiene il doveroso accenno a chi esegue il crimine e, soprattutto, a chi lo ignora. Il dito contro lo Stato, l’omertà delle istituzioni, la mancata presa di coscienza di un dislivello troppo pressante per rimanere attuale.

Da un lato, ci sarebbe da sottolineare di come alcune donne abbiano preso forse con superficialità e ideologia spicciola il tema sull’equilibrio dei sessi; ci sarebbe da specificare qualche dettaglio legato al termine “femminismo” in epoca contemporanea. Non è questa però la sede; qui si parla di violazioni, reali, concise, note. Non è richiesta una variazione sul tema, una spiegazione specifica; si tratta di soprusi.
E il sopruso va raccontato.

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