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L’assistente Sociale nel periodo del lock-down nell’Assistenza a domicilio.

Il lock-down nelle sue varie versioni è stato un periodo che ha messo tragicamente a dura prova tutti i settori della società, ma ha senza alcun dubbio, mostrato i suoi effetti più devastanti nel settore dei servizi sociali. Abbiamo ricevuto un’invito dalla dott.ssa Renata Astolfi a pubblicare una sua personale esperienza.

“Sono un’assistente sociale che opera sul territorio di Teramo in campo psichiatrico coordinatrice del ServizioA.D.I.P. (Assistenza Domiciliare Integrata Psichiatrica) Servizio con funzioni terapeutiche, riabilitative ededucative-occupazionali.

Colgo l’occasione per raccontarvi il mio servizio e la mia esperienza durante il periodo che ci ha visto
coinvolti COVID-19.

Come ben sapete tutto si è fermato: scuole aziende, negozi, cinema, ristoranti…. ma
noi no, anzi il nostro lavoro in un certo senso è raddoppiato nonostante questi tempi di incertezze, di ansia,di paura, di smarrimento sociale siamo riusciti ad entrare in EMPATIA ancora una volta nei panni dei più bisognosi.

Il servizio per cui collaboro è rivolto agli utenti afferenti al Centro di Salute Mentale, il percorso è
volto a sostenere l’utente al recupero delle abilità e competenze utilizzabili nel quotidiano rafforzando
l’autonomia e l’indipendenza dello stesso; favorire il recupero delle capacità residue di autonomia e
relazionali per migliorare la qualità della vita, supportare i familiari ed eventualmente trasmettere
competenze per un’autonomia di intervento.

Durante il lock-down il nostro servizio ha provveduto ad aiutare gli utenti ad adottare le misure previste dal DPCM del 9/03/2020 al fine di contrastare il diffondersi del virus Covid-19 pertanto si è provveduto a proseguire con le attività riabilitative individuali, in particolare attività di psico-educazione al fine di
agevolare da parte della nostra utenza, l’applicazione delle misure igienico sanitarie; privilegiare e agevolare la permanenza degli assistiti a domicilio tramite supporto sia in presenza (ove possibile) sia attraverso contatti telefonici e video chiamate e di segretariato sociale facilitando l’accesso a servizi e risorse di altri Enti e Istituzioni, delle Associazioni e di altri servizi presenti nel territorio.

Si è assistito fin da subito ad unabuona risposta da parte dei nostri utenti, dimostrato buona capacità di coping e di gestione.

È sono proprio in questi momenti che rifletto sul mio operato e su come le persone percepiscono il mio
modo di prestare aiuto garantendo che anche chi non ha voce non resti solo.”

Dott.ssa Renata Astolfi

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