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I buoni spesa in V Commissione. Le opposizioni: approccio della Giunta ideologico e inefficiente

Un approccio fortemente ideologico nell’affrontare i problemi di povertà e fragilità sociale che si è tradotto in tempi clamorosamente lunghi, confusione nella comunicazione istituzionale e inadempienze amministrative. È quanto emerso oggi dai lavori della V Commissione consiliare convocata per esaminare la vicenda dei buoni spesa.


Una gestione farraginosa e di difficile comprensione da parte di molta dell’utenza interessata, aggravata dalla scelta di poter inviare richieste per i buoni spesa esclusivamente on line.

A un mese e mezzo dall’Ordinanza 658 del 29 marzo 2020 che prevedeva misure urgenti di solidarietà alimentare in favore delle fasce sociali più colpite dalla crisi economica, il Comune dell’Aquila ha distribuito appena la metà delle risorse messe in campo.

L’importo totale, pari a circa 540.000 €, è calcolato considerando anche il plafond messo a disposizione con il secondo bando, aperto a non residenti e cittadini stranieri con qualsiasi permesso di soggiorno e pubblicato per “mettere una pezza” al primo avviso, oggetto di ricorsi che hanno visto il Comune soccombere in giudizio.


A questa criticità stanno facendo fronte numerose realtà del territorio che, fino a venerdì 15, giorno di scadenza del bando, offrono aiuto a chi non è in grado di inviare la domanda autonomamente.


Durante la seduta di commissione l’amministrazione ha dovuto precisare che, a beneficio di qualsiasi utente richiedente (anche non residente, quindi) sono stati pensati i 68.000 € destinati alla fornitura di generi alimentari e/o di prima necessità, con preferenza di beni destinati all’infanzia, attraverso la distribuzione di pacchi solidali tramite il CSV.

Sappiamo però quanta difficoltà crea la rendicontazione di questa attività nei termini richiesti dal Comune, difficoltà che di fatto ha impedito finora l’utilizzo di quei fondi: abbiamo chiesto pertanto all’Assessore e al Dirigente responsabile di rivedere alcune rigidità.


Chiediamo pure che, laddove le  due linee di finanziamento dei buoni spesa dovessero avere fondi residui

l’Amministrazione utilizzi le somme rimanenti  per lo scorrimento dell’altra graduatoria; e se, inoltre, anche dopo il recupero dei residui non dovessero essere finanziati tutti i nuclei, che il Comune faccia un ulteriore sforzo per soddisfare tutti i legittimi richiedenti, in quanto solo questa azione eviterebbe davvero le disfunzioni derivanti dalle  graduatorie incrociate.


In Commissione abbiamo anche rimarcato come questa gestione abbia raggiunto il punto più basso al momento della vergognosa comunicazione del Sindaco della sospensione della distribuzione dei buoni pasto, avallata da un parere dell’Avvocatura; del resto il Sindaco ha in altre occasioni sostenuto che “I dirigenti fanno quello che dico io”, sprezzante della responsabilità e dell’indipendenza del ruolo tecnico rispetto alla politica.


Quella dei buoni spesa è solo l’ultima delle vicende all’insegna del “prima gli aquilani” portate avanti dall’Amministrazione di destra in questi anni: la più clamorosa quella dell’assegnazione degli alloggi CASE e MAP, riservati a residenti in città da almeno cinque anni (ma con un punteggio maggiore a chi supera il quinquennio); come se non potesse considerarsi aquilano chi in questa città ha scelto di vivere, magari per studio o per lavoro o chi, dopo il sisma, ha dovuto lasciarla per poi farvi ritorno.

Il risultato, tra l’altro, è solo quello di avere centinaia di appartamenti vuoti.


Chiediamo che, anche alla luce di quanto accaduto in questi ultimi mesi, vengano profondamente rivisti questi indirizzi fallimentari, proprio per il bene delle aquilane e degli aquilani tutti.

Firmato dai capigruppo
Carla Cimoroni (L’Aquila Chiama)
Lelio De Santis (Cambiare insieme)
Angelo Mancini L’Aquila, sicurezza, lavoro)
Giustino Masciocco (Art. 1)
Stefano Palumbo (Pd)
Paolo Romano (Italia Viva)
Elia Serpetti (Il passo possibile)e dalla consigliera straniera

Edlira Banushaj

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