Il sindaco de L'Aquila, Pierluigi Biondi, durante la presentazione del progetto "Il Jazz italiano per le terre del sisma" presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Roma, 27 luglio 2018. ANSA/CLAUDIO PERI

Anche il Partito Democratico a voce del capogruppo e del segretario comunale esprimono netto dissenso sulle pretese del Sindaco della città di condizionare i nomi degli ospiti dell’evento pretendendo di scavalcare la direttrice artistica dell’evento Annalisa De Simone. Segue un comunicato stampa

“Sono due anni che Biondi è il direttore artistico indiscusso del Festival degli Scontri nella città dell’Aquila. Non importa chi sia oggi l’indesiderato di turno del sindaco, la lista sarebbe lunga e del tutto arbitraria, importa invece sapere perché succeda sempre che chi è sgradito al primo cittadino sia de facto interdetto alla città che amministra.

L’abbiamo visto con il Festival della Partecipazione, con quello della Montagna e adesso anche con quello degli Incontri. A poco serve oggi parlare di cultura con chi possiede solo quella dell’epurazione. 

Il sindaco Biondi pretende una sua supervisione su un festival culturale finanziato con soldi pubblici dal Ministero dei Beni Culturali all’interno delle celebrazioni del decennale. Inutile ricordargli che il Comune, come anche il Ministero, diano un indirizzo generico, di contorno, all’evento, senza mai avventurarsi nello specifico delle scelte artistiche.

Inutile ricordargli persino che non possiede le competenze per ingerire in maniera così diretta e che la direzione del Festival degli Incontri è stata selezionata tramite apposito e regolare bando ad evidenza pubblica su comprovate capacità ed esperienze; quelle stesse troppo spesso assenti nei bandi confezionati dal Comune.


Questa ennesima presa di posizione di Biondi, dopo la partecipazione alla manifestazione di Roma contro il Governo, conferma come la sua vera ed unica preoccupazione sia solo quella di continuare ad essere nelle grazie della Meloni, unica vera oppositrice per motivi squisitamente personali sui nomi scelti per il Festival Internazionale degli Incontri, nell’aspettativa, mai negata, di una candidatura al parlamento.

Il ruolo di sindaco, che Biondi avrebbe voluto abbandonare già dopo un anno per candidarsi alla Regione, è vissuto con il rancore di chi vorrebbe essere altrove, di chi, incatenato ad una poltrona giudicata di secondo livello, genera conflitti per ribadire un’autorevolezza che mai ha conquistato e mai conquisterà, men che meno nel nome di quell’aquilanitas sulla quale lui per primo non investe.


I fondi Mibact e quelli ReStart, ben 4 milioni di euro dei quali 700mila euro destinati al Festival Internazionale degli Incontri, e di cui il Comune dell’Aquila è solo soggetto attuatore, sono stati concepiti per promuovere la città dell’Aquila in Italia e nel mondo nell’anno del decennale dal sisma e non per fare, come il sindaco ha dimostrato di intendere, iniziative provinciali con le quali elargire prebende ai simpatizzanti della propria area politica.

Una vergogna, conclamata adesso anche a livello nazionale, a cui l’unico rimedio da porre è la nostra richiesta di dimissioni immediate. La città del Perdono celestiniano, semmai Biondi ci abbia mai creduto davvero, non può più subire la presenza di una figura così divisiva e urticante.”

Stefano Palumbo (capogruppo PD) Stefano Albano (segretario PD)

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