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Emanuele Verrocchi, “L’ordinanza del sindaco Pierluigi Biondi ha generato solo confusione”

«I cantieri sarebbero potuti ripartire grazie al protocollo nazionale allegato al decreto del presidente del consiglio del 26 aprile, l’unico applicabile e che andava rispettato.

L’ordinanza del sindaco Pierluigi Biondi ha generato solo confusione e alla richiesta unanime di semplificazione per una ripartenza immediata del mondo dell’edilizia ha risposto invece con un aggravio di costi inutili a carico delle ditte edili».

Emanuele Verrocchi, segretario generale della Fillea Cgil della provincia dell’Aquila, commenta così l’ordinanza emanata dal sindaco dell’Aquila lo scorso 30 aprile in cui  viene stabilito che entro 14 giorni tutte le maestranze dei cantieri sono tenute a sottoporsi ai tamponi che le dichiarino negative al Covid-19.

Tanto che ieri, 4 maggio, mentre in tutta Italia riaprivano i cantieri, all’Aquila, dove sono impiegati 3mila lavoratori nella ricostruzione, tutto è rimasto fermo.

«Qualora sia presente, il virus in 14 giorni avrebbe comunque tutto il tempo per diffondersi», va avanti Verrocchi, «il costo dei tamponi, cento euro ognuno, va coperto totalmente dalle ditte edili. Perché questi costi non se li assume il Comune dell’Aquila? Il sindaco ha emanato un’ordinanza assolutamente fuori tempo, senza prima avere un minimo contatto o dialogo con le parti sociali, concertando la sua azione unilateralmente solo con un’associazione datoriale, l’Ance.

Il mondo delle costruzioni è ben più ampio.

Troviamo questo modo di fare totalmente antidemocratico. Sia il sindaco, sia il presidente dell’Ance non hanno saputo in alcun modo rappresentare le ragioni di tutte le imprese associate della provincia, figuriamoci di tutto il vasto mondo delle costruzioni».

«Alla luce della bocciatura dell’ordinanza arrivata anche dal prefetto dell’Aquila Cinzia Teresa Torraco, che ha rilevato evidenti problemi anche di privacy da garantire ai lavoratori», conclude il segretario Verrocchi, «chiediamo al sindaco Biondi di ritirare l’insensata ordinanza e suggeriamo all’Ance aquilana di iniziare a lavorare in comune accordo con Fillea CGIL, Filca CISL e Feneal UIL, per concertare la creazione dei Comitati provinciali, così come prescritto dal protocollo nazionale. Per garantire che tutte le procedure e le prescrizioni in esso contenute siano applicate, nel rispetto di tutti, delle istituzioni ma anche e soprattutto dei lavoratori, che sono quelli che stanno ricostruendo con le proprie mani le case e gli edifici dell’Aquila».

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