In questo appello la deputata abruzzese del Pd, Stefania Pezzopane, e del consigliere regionale Pd dell’Abruzzo, Pier Paolo Pietrucci chiedono al Presidente della Regione Marco Marsilio la convocazione di un tavolo operativo per iniziare anche nella nostra Regione la produzione di mascherine.

“Attrezziamoci immediatamente utilizzando gli spazi del decreto per una vera e propria “economia di guerra” cosi come ha detto giustamente il commissario Arcuri.

Per fermare il contagio è necessario attrezzare luoghi di lavoro, soprattutto ospedali, fabbriche, call center, cantieri di mascherine e kit di sicurezza per tutelare la salute dei lavoratori e di tutti noi.Il decreto amplia e liberalizza. Facciamolo subito e facciamolo anche in Abruzzo, dove ci sono sia aziende tessili che aziende che producono prodotti della stessa filiera delle mascherine, e che possiedono gli strumenti adatti per fabbricarle e vanno solo supportate per certificazione e requisiti. 

È paradossale e vergognoso che ancor oggi  i nostri ospedali siano sprovvisti di questi dispositivi di sicurezza.Chiediamo al presidente Marsilio di convocare immediatamente un tavolo con le parti sociali, a partire da Confindustria, le università e tutti gli operatori di competenza, per formulare una proposta concreta di supporto a quelle aziende che possono produrre i dispositivi di sicurezza, in modo da iniziare subito la produzione, certificazione e distribuzione.

Non dobbiamo pensare che questi prodotti serviranno solo per un breve periodo e poi spariranno, perché l’esperienza ci sta chiaramente mostrando che questi prodotti serviranno a lungo ed in maniera molto diffusa e quindi è urgente cominciare la produzione.

Quando parliamo di economia di guerra ci riferiamo al fatto che ogni paese ha bisogno di alcune cose e deve produrle da se’, senza attendere che arrivino dall’estero, perché questo sta costando vite umane.

Non dimentichiamo che questa emergenza sta avendo anche un effetto devastante sull’occupazione e attivando queste giuste operatività possiamo arginare in alcuni settori il crollo occupazionale e in alcuni casi anzi incrementarlo e, allo stesso tempo, mettere a disposizione dei cittadini questi strumenti indispensabili per la salute che ognuno di noi, non solo i lavoratori piu a rischio, dovrebbe tenere in casa”.

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