madre


Quando l’amore di una madre incontra la disponibilità di una istituzione a scavalcare, per una volta, le insormontabili pastoie burocratiche, accade il piccolo grande miracolo che ha per protagonista Lidia. La figlia Silvia, ha perso la vita a 24 anni in un incidente stradale, a pochi mesi dalla laurea in psicologia.

Mancava solo la discussione della tesi e avrebbe coronato il suo sogno, per occuparsi soprattutto dei bambini.

Superato, per quanto possibile, il devastante dolore della perdita, Lidia ha pensato di dare comunque corpo a quel sogno, piccolo ma importante risarcimento per una vita spezzatasi sul più bello, quando tutto ciò che più conta  nella vita – lavoro, famiglia, figli –  per Silvia doveva  ancora accadere.

Ha chiesto all’Università D’Annunzio di poter discutere lei, operaia tessile con licenza elementare, la tesi della figlia.

Immaginiamo facilmente lo stupore di funzionari e professori per una richiesta tanto insolita quanto commovente.

Ma per una volta, come dicevamo,  l’istituzione non si è arresa alle fredde regole della burocrazia e ha ceduto all’insistenza di Lidia e al suo sconfinato amore.

Così, aiutata dai docenti che avevano seguito la figlia, in un’aula gremita e commossa, Lidia ha illustrato la tesi preparata da Silvia, conseguendo il massimo dei voti con lode.

Ci piace pensare che Silvia, dottoressa in psicologia a tutti gli effetti, da lassù abbia sorriso orgogliosa di tanta madre.

Grazie, Signora Lidia, da tutti noi.

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