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COVID, all’ Aquila la situazione ad un passo dall’essere fuori controllo.

Pezzopane (Pd)“Chiediamo fatti concreti e risposte,ospedali al collasso. Asl incapace e destra assente, mentre nostra gente muore e soffre.”

E’ drammatica la situazione all’Ospedale dell’Aquila. E’ quello che salta fuori dal risultato di una piccola indagine che abbiamo svolto parlando con medici, infermieri e famigliari dei pazienti che sfortunatamente devono fare ricorso alle cure del pronto soccorso del nosocomio aquilano.

La diffusione del coronavirus nella nostra città non si rispecchia assolutamente nei dati ufficiali che vengono diffusi e che sono serviti ad assegnare alla nostra regione il colore giallo.

Purtroppo il quadro dentro il quale si muove l’infezione è ben più alto dei dati sbandierati a livello comunale e regionale.

Oltre al danno, per il popolo delle partite IVA e degli artigiani più in generale, anche la beffa di non poter rientrare nelle categorie che potrebbero usufruire degli aiuti ma che non riusciranno a vedere neanche un centesimo proprio a causa della classificazione della nostra regione con il colore giallo.

Anche la Senatrice Stefania Pezzopane ha visitato l’Ospedale aquilano San Salvatore ed il drammatico racconto che segue ne è la testimonianza.

“Sono costantemente raggiunta per telefono e sui social dalla disperazione di famiglie e medici sulla situazione dell’epidemia covid nella nostra Provincia, in particolare le sollecitazioni vengono dal comprensorio Aquilano e nella Marsica.

Sento dentro di me una profonda indignazione, una rabbia, ma dove sono i politici della destra aquilana? Ora non vengono qui a fare passerelle?  Quelli che hanno nominato il Direttore Testa e che hanno fatto votare per Marsilio in regione.

Dove sono finiti?  Ho incontrato medici stamattina che operano in ospedale e che preferiscono mantenere l’anonimato per paura di ritorsioni. I cittadini  mi raccontano quello che stanno passando, come sono morti i loro cari, l’angoscia dell’attesa del ricovero.

Come di fatto è emerso nel consiglio comunale aperto, al di là della generosità ed impegno di tutti gli operatori, che anche questa mattina voglio ringraziare con tutto il cuore per il loro impegno, la situazione è ormai fuori controllo.

Nonostante gli allarmi già lanciati dal Pd, i consigli dati, le proposte messe in campo sembra essere in un film dell’orrore. Regione e Asl stanno provando tardivamente ed in maniera confusa  a contrastare il virus con gli ospedali: si sta facendo  lo stesso tragico errore fatto a marzo nel nord.

Ma come si può contrastare con gli ospedali se i nostri nosocomi sono al collasso, con pazienti nelle tende o nelle ambulanze in attesa di una visita e del ricovero?

Stupisce a questo proposito anche la dichiarazione dell’assessore Liris che ha sostenuto che i ricoveri COVID della Provincia vanno fatti nell’ospedale dell’Aquila, quando tutti sanno che l’aquila ha saturato, più che saturato i posti letto.

Quanti posti davvero ha oggi il Delta medico appena inaugurato? Quanti ne sono già occupati?  Ma non si sono accorti che i medici ed il personale sono allo stremo delle forze? Aumentano i morti in Abruzzo, ed anche i ricoveri in ospedale. Mentre la medicina del territorio continua ad essere abbandonata. Chiediamo:

1) Che vengano attivati i letti covid del neonato ospedale covid di Pescara, nato per fronteggiare queste situazioni, aprire immediatamente tutti i posti per ricoverare dignitosamente chi ha bisogno. Lo stato ci ha speso 13 milioni di euro per quella struttura e vedere i malati nelle tende fa veramente arrabbiare.

 2) Chiediamo che da subito, anche verificando la disponibilit dell’università, si eseguano almeno 2000 tamponi al giorno solo nell’aquilano e Marsica, con referti al massimo entro le 36 ore.

3) Chiediamo Il potenziamento con almeno 40 unità totali degli addetti al contact center e comunque in numero pari ad esaurire in giornata tutti i tracciamenti. Potenziare subito gli addetti al numero verde. Non si possono avere 3000 chiamate in coda.

 4) Chiediamo il potenziamento, pari alle necessità, degli addetti alle Usca. A maggio il governo aveva stanziato un miliardo e 285 milioni per medicina territoriale e prevenzione, 61 milioni per le Usca. 

5) Chiediamo i Tamponi per tutti i contatti dei positivi.

6) Chiediamo che vengano spesi ora soldi e risorse per tutte queste necessità, basta con questa gestione falsamente austera, che aumenta gli stipendi ai direttori e non utilizza le risorse assegnate dal Governo per le vere necessità. Non ci interessano le prestazioni del direttore generale, se per raggiungere i suoi standard, i malati passano ore in tenda senza servizi, al freddo per pietre un ricovero. Qui si perde la vita, la salute e la dignità.  

7) Chiediamo alla Prefetta Cinzia Torraco di far sì che il presidente del comitato ristretto dei sindaci Biondi richieda ufficialmente alla regione ed alla asl, l’Rt della provincia dell’Aquila, del  Comune dell’Aquila e della Marsica.                                                                  

8) Ribadiamo la richiesta alla Regione di commissariare la gestione COVID nella Asl 1, se non si fa nemmeno questo , chiederemo il totale commissariamento della ASL.Essere nella zona gialla, non è un gallone da esporre come merito.

Bisogna avere obiettivo di rimanere in area gialla e con i livelli di marzo ed aprile, saremmo  potuti essere un territorio in area verde, se non si fosse mollata la presa questa estate, tra feste, bagordi, birrette in discoteca e soprattutto la assoluta incapacità di non aver preparato il territorio alla annunciata seconda ondata.

Ricordo quando a maggio il Sindaco dell’Aquila volle i tamponi per i lavoratori della ricostruzione. E poi? Più nulla, l’unico problema era creare allarme su chi veniva da fuori città ed intanto i virus entrava  nelle nostre famiglie ed ora sembra non voler più andare via.

Ci vogliono provvedimenti seri, li chiediamo, li pretendiamo. Ribadendo sempre la nostra disponibilità a lavorare per salvare la nostra città e la nostra Provincia.

Lavorare insieme si, ma essere complici di questo disastro no. Chiediamo risposte e fatti concreti.”

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