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Covid-19: L’Assessore alle poliche sociali Francesco Bignotti rivolge un’appello al Prefetto dell’Aquila.

“Come spesso accade durante le emergenze alcune specifiche condizioni esprimono le loro dirompenti esigenze con rinnovato vigore. 

Mi riferisco in questo caso alle famiglie con componenti affetti da disabilità grave o gravissima, che richiedono specifiche abitudini quotidiane per garantirne una migliore qualità di vita, come ad esempio avviene per l’autismo.”

A dichiararlo l’assessore alle Politche Sociali del Comune dell’Aquila che in una nota aggiunge: “Il distanziamento sociale giustamente imposto dalle attuali normative, che invito fermamente e con convinzione tutti i cittadini a rispettare in modo rigoroso, ha però generato ed in parte aggravato una serie di problematiche a caduta, rendendo quasi impossibili la realizzazione di quei momenti che alleviavano l’elevato carico familiare e che garantivano una vita dignitosa alle persone con disabilità e ai loro familiari.

Dobbiamo pensare – aggiunge l’assessore – a quanto fosse necessario per le famiglie la frequentazione dei centri diurni, ora giustamente chiusi, o semplicemente fare una passeggiata in un parco, in particolare per i più piccoli.

 É per queste famiglie un momento ancora più difficile, per il quale però in questa fase di emergenza nazionale le amministrazioni locali non hanno gli strumenti giusti per intervenire correttamente. 

Per questo motivo – conclude l’assessore – mi sono sentito di fare un appello allo Stato, tramite il suo massimo rappresentante sul nostro territorio, il sig. Prefetto dell’Aquila, affinché con la sua sensibilità possa intervenire mediando con il governo una soluzione affinchè, all’interno della possibilità prevista dai d.p.c.m. che contempla l’uscita in sicurezza nei pressi della propria abitazione, venga prevista una priorità per le famiglie con componenti affetti da disabilità grave o gravissima, e vengano realizzate norme che vadano nella direzione di fornire soluzioni volte ad alleviare quella che è diventata un’emergenza nell’emergenza.”

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