Cronaca

Coronavirus, L’Aquila: check-up nelle ultime ore d’Abruzzo…e non solo

Un caso positivo a L’Aquila.  
Non per niente parliamo di un unico paziente, in quanto, per chi non lo sapesse, il resto dei contagi è prettamente esterno al capoluogo; a tenere attive le statistiche è l’ospedale San Salvatore, che attualmente “condivide” i pazienti con lo Spallanzani di Roma. 
Il caso certificato aquilano è un ragazzo di 33 anni, il quale, autonomamente, procedeva in questi giorni con un volontario isolamento domiciliare. Per tal ragione e almeno per ora, non lo identificheremo come il paziente zero dei nostri contagi. 

La situazione in Italia, attualmente, mira al picco dell’infezione, esattamente secondo previsione; 176 i casi positivi di Coronavirus solo in Abruzzo.  
Da questo punto di vista, non c’è molto da dire, tranne che, fortunatamente, la nostra cittadina non ha subito particolari contagi. Pescara, al contrario, è sull’orlo del collasso ospedaliero ed è purtroppo uno dei motivi di preoccupazione regionale. 
Un motivo in più per accertarsi che le autocertificazioni abbiano il loro seguito e, al tempo stesso, garantire la sicurezza sulla costa. 
 
Attualmente, non è semplice tener conto di ogni emergenza locale, in quanto non solo subiamo un dramma nazionale, ma soprattutto la preoccupazione relativa al Nord Italia, il cui allarmismo è tutt’altro che insensato. Le forze del Paese sono concentrate in modo settoriale, ma constatiamo un’ “efferata diligenza” nelle zone più colpite dal Coronavirus. 
In quanto a noi, cittadini in condizioni “migliori”, non ci resta che rispettare la direzione dello Stato, proseguendo nella quarantena casalinga; nonostante il fattore psicologico snervante, non è che l’unico aiuto plausibile da chi, al momento, non indossa mascherine.  
Ora come ora, c’è chi le indossa per diverse ore al giorno, in ogni singola struttura ospedaliera; l’ospedale Papa Giovanni XXII di Bergamo, in questo preciso momento, ha esaurito i letti riservati alla terapia intensiva e dovrà appoggiarsi alle reti sanitarie disponibili. 

L’unico dovere di un cittadino, che professa di amare il proprio Paese, è starsene comodamente sul divano. 

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