“Finalmente si sta recuperando sui ritardi accumulati sino ad oggi negli investimenti sull’edilizia sanitaria in provincia dell’Aquila e, in particolar modo, per l’ospedale San Salvatore”.

Lo ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, nel corso del suo intervento durante il Consiglio comunale straordinario che oggi, in videoconferenza, si è riunito per discutere sui fondi per la sanità.

“Sono già stati stanziati 3 milioni di euro per interventi sugli edifici G8 e Delta Medico del nosocomio, 2,1 milioni donati dalla Regione Emilia Romagna sono pronti per essere spesi per il primo lotto funzionale della centrale operativa del 118 e verranno investite ulteriori somme, attualmente stimabili in un milione di euro, per il potenziamento del reparto di Malattie infettive attraverso il progetto di umanizzazione delle cure ideato dal primario Franco Marinangeli”.


“Ho effettuato un excursus storico, carte alla mano, sulle ragioni per cui in passato si sia perso tempo e per replicare alle polemiche di chi in queste ultime settimane si è riscoperto paladino del sistema sanitario delle aree interne dopo essere stato in religioso silenzio per sei anni.

– spiega il primo cittadino – Non ricordo levate di scudi nel Pd quando c’è stato lo sdoppiamento della centrale 118, la cui sede unica regionale era stata individuata nel capoluogo d’Abruzzo dal piano delle emergenze urgenze varato dall’allora presidente di Regione Gianni Chiodi e che invece, con il decreto 95 del 2015 voluto dalla maggioranza guidata da D’Alfonso, ha avuto una seconda struttura a Pescara”.


“C’è un Accordo di programma che prevedeva l’erogazione di 4,2 milioni ad integrazione delle risorse messe a disposizione dell’Emilia Romagna fermo dal 2016 perché il centrosinistra non è stato in grado a provvedere a un piano di riordino della rete ospedaliera che potesse essere approvato dai ministeri della Salute e delle Finanze e che, quindi, consentisse lo sblocco delle liquidità previste dall’articolo 20 della legge 67 del 1988.

– ha sottolineato il primo cittadino –È assolutamente fuori luogo la polemica circa un incremento di 215 posti letto dell’ospedale di Pescara perché in realtà si tratta di posti a disposizione in vista di un’eventuale recrudescenza del contagio da coronavirus, tanto è vero che il piano aziendale della Asl1 ne conta 280, quindi 65 in più rispetto a quelli della città adriatica.

Gli investimenti sull’edilizia sanitaria non hanno nulla a che vedere con il riordino della rete ospedaliera e l’eventuale individuazione di un Dea di secondo livello, che deve poter contare su specialistiche sanitarie e caratteristiche territoriali.

A tal proposito L’Aquila vanta un’Università di valore assoluto, scuole di specializzazione e personale ormai abituato alla gestione delle emergenze che va implementato e valorizzato”.


“Era doveroso ricostruire con precisione i fatti oltre che ristabilire un principio di verità e correttezza di comunicazione di cui, ora più che mai, ha bisogno questa città” conclude il sindaco.

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