Cronaca

Consiglio Comunale, approvato l’ordine del giorno sui bilanci 2018

Approvati tutti i punti dell’ordine del giorno del Consiglio Comunale

Sono stati tutti approvati i 5 punti dell’ordine del giorno del Consiglio Comunale di questa mattina, con immediata esecutività del provvedimento.

Si è protratta per quasi 4 ore la seduta odierna del Consiglio Comunale: per due volte è stata respinta dalla maggioranza la richiesta di sospensione dei lavori. Oggetto della discussione sono stati gli argomenti previsti riguardo l’approvazione dei bilanci riferibili all’anno 2018.

Accese discussioni hanno visto protagonisti i consiglieri dell’opposizione e i dirigenti della maggioranza, Tiziano Amorosi e Fabrizio Giannangeli, circa le cifre degli Agenti Contabili, l’inventario dei beni mobili di proprietà del comune, il rendiconto della Gestione del Centro Servizi per Anziani e, in particolare, il rendiconto gestionale relativo all’ex ONPI, di cui Giannangeli è direttore.

Nonostante l’accesa polemica è stato approvato anche il punto 3 dell’ordine del giorno, riguardante l’inventario dei beni immobili di proprietà comunale e riferibile all’annualità 2018.

L’opposizione ha sottolineato le innegabili problematiche e le incongruenze presenti nell’elenco, in cui alcuni degli elementi sono stati erroneamente inseriti o sono affiancati da valutazioni che risultano errate, se non incredibili.

Caldaie del valore di 6 milioni di euro a fronte della valutazione di 250mila euro per l’aeroporto di Preturo, senza contare l’ospedale civile San Salvatore, valutato 3 milioni: circa un milione in meno della casa riservata al custode del cimitero.

Sono soltanto alcune delle evidenti incongruenze presenti nell’inventario che è stato comunque approvato con 20 voti positivi: una maggioranza, questa, unita nel nome di un forte «spirito di squadra», come ha affermato il Consigliere Roberto Junior Silveri prendendo la parola.

L’approvazione dei bilanci, ha ricordato il Consigliere dell’opposizione Angelo Mancini, avrebbe dovuto avere luogo entro il 30 aprile: un ritardo che è costato al Consiglio Comunale la diffida.

«Un’onta, quella della diffida, che non dimentico» interviene Silveri, assicurando che niente scalfisce però la dedizione sua e della maggioranza nei confronti di una delle città «più difficili e belle d’Italia».

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