Sembra quello che non è, ed è quello che non sembra.

Che ci si potesse aspettare un’onda di speculazioni sulla grave emergenza che stiamo vivendo con il problema del COVID19 era immaginabile, d’altronde l’esperienza noi aquilani l’abbiamo vissuta sulla nostra pelle subito dopo il terremoto.

Ma che una catena nazionale di bricolage ubicata nei pressi del centro commerciale L’Aquilone si prestasse in questo momento a vendere mascherine “protettive” che non hanno nulla a che vedere con i presidi medico sanitari indispensabili per proteggere/rsi dal coronavirus e che lo facesse giocando sul fatto che una visione poco attenta del prodotto, non avendo predisposto in buona vista un cartello che specificasse le caratteristiche dello stesso, potesse spingere i clienti a comprare qualcosa che non serve sinceramente non lo avevamo messo in conto.

Ma andiamo con ordine, ieri pomeriggio ero in giro per la città in cerca di mascherine protettive, avendo terminato le scorte che avevo a disposizione.

Seguendo le indicazioni di “voci” amiche mi sono recato alla precedentemente menzionata attività commerciale.

Ho chiesto prima di entrare se avessero i dispositivi (mascherine) che stavo cercando ed alla risposta che sì erano in vendita sono entrato.

Proprio di fronte alle casse ho trovato un grande contenitore con tantissime mascherine che a loro volta erano state collocate singolarmente in astucci antifurto di quelli che per avere il prodotto devi farteli aprire in cassa.

Nessun cartello ne sulla cesta ne sui contenitori specificava le caratteristiche dei dispositivi protettivi, ma la gentile e solerte cassiera mi informava che si trattava di mascherine addirittura riciclabili con un semplice lavaggio.

Nonostante il prezzo di 4.60 per unità non fosse proprio conveniente decidevo di acquistarne una, ma appena fuori controllando bene la confezione e potendo finalmente leggere le caratteristiche mi rendevo conto che non si trattava di presidi medico sanitari ma che forse sarebbero state utili solo per proteggersi dalla polvere.

Per generare ancora più confusione nel potenziale acquirente alla fine della scritta presente sull’etichetta anche un un hashtag #ANDRATUTTOBENE.

Ma andrà tutto bene che cosa? Sicuramente non la protezione necessaria in questo momento!

Abbiamo voluto raccontare questo episodio per far sì che altri cittadini non cadano nell’inganno e spendano soldi per qualcosa che in questo momento non serve.

Nello stesso tempo invitiamo la direzione della grande catena di bricolage ad indicare in modo chiaro e leggibile e non solo all’interno delle confezioni quali sono le caratteristiche di questi dispositivi.

I cittadini in questo momento hanno bisogno di sostegno non di inganni.

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