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“Chiamarlo amore non si può”, giornata contro la violenza sulle donne promossa dal Comune dell’Aquila.

“Chiamarlo amore non si può” è il titolo dell’iniziativa che l’assessorato alle Pari Opportunità del Comune dell’Aquila ha promosso per lunedì 25 novembre, in occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne.

Dal mattino fino alle 17.30, alla sala Ipogea di Palazzo dell’Emiciclo, si alterneranno medici, infermieri, avvocati, esperti di Polizia di Stato e Carabinieri e psicologi per analizzare uno dei fenomeni più gravi della società e per far emergere le strategie di prevenzione e repressione degli stessi.

In particolare, dalle 8.30, si terrà il convegno “La gestione del codice rosa e la task force internazionale”, cui farà seguito, nel pomeriggio, una tavola rotonda sul tema “Della donna: ironia e forza” con i rappresentanti istituzionali, delle forze dell’ordine, dell’Asl, dei centri antiviolenza e delle associazioni di settore. Un monologo di Corrado Oddi sulle più celebri poesie d’amore e sulla donna, estrapolate dalla letteratura internazionale, intervallerà la giornata, precedendo la tavola rotonda.

L’evento è stato presentato stamani dall’assessore alle Pari opportunità del Comune, Maria Luisa Ianni, con la partecipazione del direttore sanitario dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, Giovanna Micolucci (in rappresentanza dell’Asl della provincia aquilana), del vice questore Marco Mastrangelo e del comandante della Compagnia dei Carabinieri dell’Aquila, maggiore Luigi Balestra.

“Intendiamo cogliere dei risultati significativi con questa iniziativa – ha spiegato l’assessore Ianni – sia per sensibilizzare sulla prevenzione di quella che oggi rappresenta una delle piaghe peggiori della nostra società, attraverso un percorso di conoscenza curato da tutti i principali protagonisti impegnati in prima linea su questo fronte: le strutture sanitarie (medici, infermieri, psicoterapeuti), le forze dell’ordine e le istituzioni in generale. E sia per aumentare il livello di formazione di chi, a diverso titolo, presta la propria attività o servizio e conosce il tema della violenza di genere. In pratica, sarà compito dell’iniziativa rendere edotti sulle buone pratiche in questo ambito”.

“Dobbiamo puntare a fare rete – ha proseguito Ianni – per condividere, per conoscere e per affrontare concretamente un problema sociale e culturale ancora troppo radicato purtroppo nel nostro Paese. Per fare rete, però, gli operatori sanitari non sono sufficienti a mettere in campo strategie di aiuto e di gestione di situazioni complesse e articolate dai mille risvolti, come quelle che si legano a episodi di violenza di genere in cui la donna spesso è anche mamma, è bambina, è sorella, è compagna, è moglie.

Per fare rete è necessario identificare i tanti anelli e le tante maglie del sistema, e questo spesso è talmente complesso che spinge più facilmente ad agire ognuno per proprio conto. Per questo la collaborazione tra istituzioni civili, sanitarie, militari, delle forze dell’ordine e del terzo rettore è fondamentale, come è fondamentale un efficace coordinamento tra loro. Ed è questo che vogliamo far emergere nella giornata del 25 novembre”.

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