Presentato questa mattina nella Sala Consiliare del Comune dell’Aquila il progetto vincitore del concorso “La Casa dello Studente tra memoria e futuro”.

Riportare la Casa dello Studente a essere luogo del futuro e non un santuario del lutto e del dolore: questa l’intenzione del progetto vincitore del concorso dedicato a uno dei luoghi simbolo della tragedia aquilana.

A ideare ed esporre il progetto che si è guadagnato il primo premio sono stati Davide Massimo, Francesco Gabriele, Lorenzo Micarelli e Marco Paolucci, quattro studenti del corso di laurea in Ingegneria Edile-Architettura dell’Università dell’Aquila.

«Siamo partiti da un concetto di base molto chiaro: volevamo creare un frattura che dividesse nettamente memoria e futuro». Rendere dunque quello spazio così carico di ricordi e di significato uno spazio emotivo, che fosse sì un luogo di memoria ma soprattutto un luogo di rinascita.

«Il motto del nostro progetto è “la duttilità è nella memoria». Duttilità è quella dei materiali che si andranno a utilizzare, materiali ad alta resistenza che si utilizzano al giorno d’oggi. Ma «duttile deve essere il pensiero di chi ha subito un dramma, per riuscire a superarlo».

Il progetto comprenderà la realizzazione di due complessi distinti che vedranno la luce su una sorta di collina naturale, un polmone verde nella zona della Casa dello Studente che collegherà il centro città alla zona della Rivera e alle 99 Cannelle.

Due blocchi contrapposti, appunto “memoria” e “futuro”: sulla destra la parete della ex Casa dello Studente, eletta a luogo di cordoglio; sulla sinistra un edificio di nuova costruzione che verrà adibito a spazio per lo studio, con una sala ristoro.

Grande attenzione è stata rivolta ai materiali di cui si comporranno i due edifici adiacenti e alla loro composizione. Per la zona della “memoria” si utilizzeranno resine industriali grezze e calcestruzzo: la luce, bassa e quasi fioca, verrà riflessa da colonne nere lucide. L’intenzione è quella di comunicare un «vuoto rimasto incolmato», il vuoto del dolore e del ricordo.

Tutt’altra atmosfera invece per l’edificio dedicato al “futuro”, uno spazio arioso, ricco di verde, con il chiaro intento di ribaltare le emozioni e le sensazioni della sala memoria. Uno spazio che verrà occupato da giovani, studenti dell’Università dell’Aquila.

La volontà dei vincitori di questo concorso, che all’epoca del terremoto erano poco meno che adolescenti, è chiara: realizzare un luogo di confine che diventi percorso pubblico, trasformare il dolore in voglia di fare, la memoria in futuro.

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