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Bimbi mai nati, Conferenza Democratiche Abruzzo: “Da Fratelli d’Italia proposta medievale che addita le donne come colpevoli”

Riprendendo una battaglia di Padre Andrea D’Ascanio, il frate esorcista, morto recentemente di covid e fondatore dell’Armata Bianca, «Armata Bianca», associazione religiosa antiabortista fondata all’ Aquila a metà degli anni Settanta, FdI rilancia la proposta di realizzare un cimitero che dia sepoltura ai feti derivanti dagli aborti ospedalieri.

Come era immaginabile la proposta ha generato una immediata presa di posizione delle donne democratiche che esprimono il loro dissenso con il comunicato pubblicato a seguire.

Gianfranco Di Giacomantonio

“Ancora una volta Fratelli d’Italia, la forza politica di destra che amministra la Regione ostenta tutta la sua subcultura forse sperando di rimediare volgarmente alle figuracce finora collezionate: dai contestatissimi spot sul turismo alla totale assenza di consapevolezza dei problemi degli Abruzzesi. 

Il comunicato diffuso da Testa, Quaglieri e D’Annuntiis sulla proposta di istituire un cimitero per i bambini mai nati fa infatti orrore nella sostanza e nella forma.

Pensare di “intervenire in materia funeraria e di polizia mortuaria per legittimare il diritto alla sepoltura dei bimbi mai nati di età gestionale inferiore alle ventotto settimane, non solo in presenza della formale richiesta dei genitori ma anche laddove questa risulti mancante“ è semplicemente medievale.

Strumentale e vergognosamente fuorviante giustificare il ritorno di proposte retrive riferendosi alle donne come coloro “che abbiano già subito un importante trauma con la perdita del proprio figlio impedendo che ne patiscano un altro”  ma in realtà additandole come colpevoli.

La frase più infelice di tutte, ovvero quella secondo cui la proposta di legge sarebbe “una scelta eticamente irreprensibile perché promuove la cultura della vita”, ben rivela il vero intento degli esponenti della destra abruzzese: condannare di fatto le donne che compiono una scelta personale ed insindacabile in osservanza di una legge dello Stato, dipingendole come promotrici di una cultura della morte.

Le Conferenza regionale delle donne PD e tutte e quattro le conferenze provinciali, attraverso le loro portavoci, condannano senza appello la proposta strumentale e medioevale dei consiglieri Testa, Quaglieri e D’Annuntiis,  invitandoli, insieme a tutti i loro colleghi della destra più becera e retriva che ci si potesse mai immaginare, ad astenersi da questioni e giudizi che riguardano le scelte delle donne e ad occuparsi dei problemi che attanagliano gli abruzzesi.

Sempre se li conoscono.”

Le Donne Democratiche

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