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10 milioni provenienti dal Restart, disponibili e finalizzati al sostegno delle attività produttive fermi nelle casse della Regione.

” Sono 10 i milioni provenienti dal Restart, disponibili e finalizzati al sostegno delle attività produttive aquilane che sono da tempo drammaticamente fermi nelle casse della Regione. Una situazione che ha del paradossole in questo testo tempo di pandemia che sta mettendo sul lastrico molte aziende del territorio.”

E’ questa una iniziaziativa congiunta dei Consiglieri Comunali di opposizione, Stefano Palumbo, Paolo Romano, Giustino Masciocco, Lelio De Santis, Carla Cimoroni, Angelo Mancini, Stefano Albano, Elisabetta Vicini, Edlira Banushaj.

“10 milioni provenienti dal Restart, disponibili e finalizzati al sostegno delle attività produttive aquilane, sono drammaticamente fermi nelle casse della Regione Abruzzo.

Una boccata d’ossigeno che si nega colpevolmente alla ripresa del commercio, piegato prima dal terremoto e poi dal CoVid.

Con delibera Cipe 25 del 2018 venivano assegnati 10milioni di euro per l’accesso al credito alle imprese e ai professionisti del cratere; a seguito di questo, dopo quasi due anni, la Giunta Marsilio con delibera 166 del 24 marzo 2020, vale a dire in piena pandemia, decise di spacchettare la somma assegnata al cratere destinandone un 50% attraverso i Confidi e rimettendo l’altro 50% nella disponibilità del territorio, senza tuttavia specificare lo strumento con il quale utilizzarle.

Il Consiglio regionale è oggi riunito in seduta per vagliare le misure più adeguate a fronteggiare le ripercussioni economiche derivate dal CoVid19; questo significa mettere a disposizione dell’intero territorio abruzzese ogni centesimo disponibile.

L’Aquila che ha invece in dotazione risorse che fin da subito potrebbero fornire un aiuto prezioso ai commercianti, non può utilizzarle. Oltre questi 10 milioni ci sarebbe infatti da riprogrammare ulteriori 50 milioni già assegnati alla Regione a valere dei fondi del 4% legati al sisma del 2009.

Noi di questo chiediamo oggi formalmente conto al presidente Sospiri e al presidente Marsilio, consapevoli che il sindaco della città non sia in grado di portare avanti con determinazione e risolutezza le ragioni degli aquilani.”

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